Il lavoro? Serve per pagare le tasse

Il lavoro? Serve per pagare le tasse

Il lavoro nobilita l’uomo e, soprattutto, serve per pagare le tasse. Tant’è vero che quasi metà dell’anno lavorativo serve solo a quello. Secondo i calcoli dell’Ufficio studi della Cgia e di Corriere Economia, infatti nel 2017 il cosiddetto “tax freedom day”, ossia l’ultimo giorno dell’anno in cui i nostri guadagni vanno allo Stato, sarà il 19 giugno. Solo dopo, cominceremo davvero a guadagnare.

Nello specifico, ogni cittadino lavorerà 86 giorni per pagare l’Irpef, 34 per pagare i contributi, 26 per l’Iva, 13 per le tasse locali, 9 per le accise e 2 per le altre imposte. Che in tutto fanno 170 giorni per pagare tasse e tributi.

L’Irpef è la tassa che pesa di più e, poiché si tratta dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, quella che si paga su ciò che si guadagna, è chiaro come la tassazione più pesante in Italia avviene sul lavoro.

In totale, nonostante il lieve calo della pressione fiscale previsto per il 2017, A fine anno, tra imposte sul reddito e imposte sui consumi per ogni famiglia lo Stato incasserà 23.609 euro, pari a una pressione fiscale reale del 47,15%.

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