Robot: amici o nemici dei lavoratori?

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Il problema ritorna, ciclicamente, e se ne parla in maniera più o meno catastrofica, a seconda dell’approccio con cui ci si riferisce al futuro.

Certo è che la tecnologia sta facendo talmente passi da gigante che risulta impossibile non chiedersi se davvero c’è da star tranquilli pensando ai robot che si stanno facendo sempre più largo nelle aziende.

Per evitare che i robot prendano il posto delle persone, occorrerebbe agire alla radice, ovvero dalle scuole, che invece sembrano essere indietro rispetto alle vere esigenze del mercato del lavoro, poiché è fisiologico che l’avvento della tecnologia abbia reso obsoleti alcune professioni.
Ma se nessuno interviene per risolvere il problema, non cambierà nulla ed alcune professioni, invece di adattarsi al futuro, finiranno per scomparire.

Oggi si sta assistendo anche al cambiamento delle postazioni di lavoro: se prima era indispensabile operare dall’ufficio, adesso sono sempre più numerosi i datori di lavoro che decidono di adottare lo smart working con i loro dipendenti, o almeno con parte di essi.
In questo caso, dunque, la tecnologia è a servizio di chi lavora, e, in questo caso, si tratta di una collaborazione utile e costruttiva, poiché nessuno la subisce, anzi, si evolve proprio grazie alle idee degli esseri umani che ci lavorano.

Il nocciolo della questione, dunque, è questo: smettere di pensare di essere vittime del progresso e smettere di vedere i robot come dei nemici, e sfruttare la tecnologia in modo attivo, adattandola alle proprie esigenze e ai propri ritmi, rimanendo dunque al passo con i tempi.

Vera MORETTI

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