Le novità dei voucher lavoro 2013

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Tra le novità dedicate al lavoro accessorio inserite nella Riforma Fornero ce n’è una rivolta in particolare a imprese commerciali e professionisti.
A differenza delle altre categorie lavorative, compresi prestatori di lavoro occasionale che operano nei settori agricolo e artigiano, per le quali rimane di 5mila euro il tetto massimo per singolo lavoratore pagato con voucher, per i committenti commerciali e professionali il limite scende a 2mila euro all’anno.
Se tale limite viene superato, il rapporto di lavoro diventa a tempo indeterminato.

Le norme che regolano le prestazioni di lavoro accessorio sono cambiate dallo scorso 18 luglio 2012.
Se, da una parte, può essere svolto per ogni tipo di attività e da qualsiasi soggetto, ossia disoccupati, inoccupati, lavoratori autonomi o subordinati, full-time o part-time, pensionati, studenti, percettori di prestazioni a sostegno del reddito, dall‘altra risulta incompatibile con lo status di lavoratore subordinato, sia esso a tempo pieno o parziale, se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente.

Chi percepisce prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito può effettuare lavori occasionali nel limite di 3mila euro complessivi nell’anno solare.
Per i lavoratori stranieri, i compensi percepiti tramite voucher sono computati per determinare il reddito necessario al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno.

Per gli imprenditori commerciali il nuovo limite di 2mila euro annui si applica per i committenti che svolgono attività:

  • industriale diretta alla produzione di beni o di servizi,
  • intermediaria nella circolazione dei beni,
  • di trasporto per terra, o per acqua o per aria,
  • bancaria o assicurativa,
  • altre attività ausiliarie delle precedenti.

Il tetto massimo di 2mila euro vale ora anche per le imprese familiari, perciò il precedente limite di 10mila euro è stato cancellato.
In più, devono intendersi superate le disposizioni previgenti sullo speciale regime contributivo, con la conseguenza che ai buoni lavoro utilizzati dall’impresa familiare si applica la contribuzione previdenziale pari al 13% da versare alla gestione separata.

Rimane invece il limite di 5mila euro per i committenti piccoli immprenditori, ovvero piccoli artigiani, piccoli commercianti, piccole attività familiari.
Nel rispetto dei vincoli sul contenimento delle spese di personale e del patto di stabilità interno, anche gli enti locali possono ricorrere al lavoro occasionale: per i committenti pubblici il limite è di 5mila euro.

Stesso limite anche per le imprese agricole, in cui si possono utilizzare i buoni lavoro per attività:

  • di natura occasionale e stagionale da pensionati e giovani under 25 iscritti a un ciclo di studi, compatibilmente con gli impegni scolastici o in qualunque periodo dell’anno se universitari.
  • svolte a favore di soggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del Dpr 633/1972 (produttori agricoli) ma non da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

I requisiti che devono avere le aziende agricole per ricorrere ai voucher sono:

  • Fatturato oltre 7mila: solo pensionati e studenti per lavori stagionali.
  • Fatturato fino a 7mila: chiunque purché non iscritto l’anno precedente negli elenchi dei lavoratori agricoli.

La novità è la natura oraria del voucher, commisurata alla durata della prestazione, in modo da evitare che un solo buono, attualmente del valore di 10 euro, possa essere utilizzato per remunerare prestazioni di diverse ore. Naturalmente è possibile remunerare meglio il lavoro riconoscendo più di un voucher per ogni ora di lavoro.

I valori dei voucher sono fissati dal ministero del Lavoro ed i buoni sono numerati progressivamente e datati.
I nuovi buoni lavoro si acquistano presso le rivendite autorizzate (tabaccai, banche, poste) e possono essere anche telematici.

I buoni già richiesti alla data in vigore della riforma (18 luglio 2012) sono validi fino al 31 maggio 2013. Poiché si tratta di buoni emessi prima della riforma, valgono le norme precedenti, compreso il vecchio limite di 5mila o 10mila euro.

Per attivare forme di lavoro accessorio bisogna fare preventiva comunicazione INAIL /INPS ma da presentare solo all’INPS tramite accesso al sito istituzionale, contact center integrato o sede, e non più con l’invio del fax all’INAIL.

Le prestazioni di natura occasionale accessoria non danno diritto a indennità di malattia, maternità, disoccupazione e assegni familiari e il compenso del prestatore/lavoratore è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato.

Vera MORETTI

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